Se è vero che le malattie sono una sapiente combinazione di fattori che concorrono ad uno stato di malessere, il fattore psico-somatico è forse quello più problematico e il più trascurato.

Il fatto che la malattia sia una condanna a cui non possiamo scampare è un retaggio che ci portiamo dietro da centinaia di anni di deresponsabilizzazione verso noi stessi.

Ci è stato insegnato a credere che la malattia sia al di là dal nostro controllo e che l’unica cosa che possiamo fare è adottare delle sane abitudini. Per il resto non ne siamo consapevoli e pertanto il problema non ha nulla a che fare con noi.

Quello che pensiamo non ha nulla a che vedere con la malattia.

Pensiamo che la mente ed il corpo non siano collegati.

Con questa convinzione ci rivolgiamo al  medico chiedendogli di restituirci la salute.

Questo approccio ha funzionato per molti anni e nel secolo scorso le tecniche mediche convenzionali e l’industria farmaceutica hanno avuto un profondo effetto sia sulla salute generale che sulla nostra longevità.

In fondo è proprio quello che vogliamo!

Una pillola magica da inghiottire per guarire!

Tuttavia questo sistema per guarire è molto cieco agli equilibri reali del corpo ed ha portato ad una progressiva disattenzione verso qualsiasi aspetto della vita, generando uno stato di cose tale da impedire  la reale remissione di qualsiasi problematica, rendendo inefficace qualsiasi intervento.

È vero che la tecnologia ci ha fatto fare passi da gigante ed ha cambiato il nostro mondo, ma nel frattempo l’avvento della  fisica quantistica afferma che la materia non è altro che  pura energia e quindi non siamo quello che pensiamo.

Mentre la classe medica continua a non mettere in discussione le cause della malattia e sembra accontentarsi della definizione di ignote.

Tra i primi ad interrogarsi sulla reale natura della malattia  abbiamo il Dott. Hamer  con  LA NUOVA MEDICINA GERMANICA e Claudia Reutville con  la METAMEDICINA .

Entrambi senza saperlo né conoscersi hanno dedicato i loro studi e ricerche quasi contemporaneamente alla causa della malattia.

La Nuova Medicina Germanica del Dr. R. G. Hamer è una totale rivoluzione della medicina e del significato della malattia.

È una disciplina scientifica e verificabile totalmente  e molte commissioni mediche ne hanno decretato la validità nonostante il Sistema Sanitario non può ancora accettare questa rivoluzione.

Ad ostacolare l’ufficializzazione  della Nuova Medicina Germanica sono i limiti mentali che fanno parte della natura umana nel cambiare schemi di pensiero, interessi economi farmaceutici e giochi di potere.

La Nuova Medicina Germanica nasce in seguito ad un evento tragico accaduto al Dott. Hamer: nell’agosto del 1978 suo figlio viene accidentalmente colpito da un’arma da fuoco. Il ragazzo muore dopo mesi di atroci sofferenze tra le braccia del padre. Dopo un paio di mesi dalla morte del figlio il Dott. Hamer sviluppa un tumore ai testicoli.

Dalle riflessioni dello sviluppo del suo tumore scopre le 5 Leggi Biologiche.

I Legge

  1. Il primo criterio della legge afferma che di fronte ad un evento drammatico ed inaspettato e vissuto con un senso di isolamento, chiamato shock biologico (DHS), si attivano dei Programmi Biologici Sensati (SBS) su 3 livelli, ( psiche, cervello ed organo) per permettermi  di farvi fronte.
  2. Il secondo criterio afferma che, a seconda del tipo di shock, andrò a sviluppare un focolaio in una precisa zona del nostro cervello e , di conseguenza, avrò a che fare con una precisa zona del suo organismo.

Gli shock , pertanto, non sono tutti uguali.

 

II Legge

Le malattie hanno 2 fasi:

  • È la fase di stress ed è chiamata simpaticotonia.  Lo shock ti coglie impreparato e cominci ad essere stressato,hai problemi di sonno, non hai fame e dimagrisci.

È la fase di adattamento all’evento.

  • È la fase chiamata Vagotonia ed ha inizio alla risoluzione del conflitto. A livello psichico lo stress diminuisce, il sonno migliora e torna l’appetito e a livello fisico si entra in una fase di infiammazione (febbre, dolori e stanchezza) che non sono altro che delle riparazioni dei danni.

Quando mi ammalo in realtà ho risolto qualcosa ed ho bisogno di capire qual è quello spigolo                contro cui non voglio più urtare.

 

III Legge

Ad ogni sintomo corrisponde un determinato tipo di conflitto.

Se per un determinato sintomo esiste un motivo ben preciso è fondamentale comprendere l’origine della malattia per evitare che si ripresenti.

 

IV Legge

I microbi sono operai specializzati agli ordini del cervello.

Durante la fase di riparazione ( vagotonia) i microbi permettono di recuperare la salute a seguito di un ordine del cervello. Fanno eccezione quelli che il nostro corpo non conosce e a cui non si è adattato. Come quando si viaggia in paesi stranieri.

I microbi intervengono solo nella fase di riparazione e se vengono distrutti si rimanda tale fase.

Essi fanno parte del Programma Biologico della Natura: arrivano, proliferano e scompaiono per favorire la riparazione.

 

V Legge

Tutti i comportamenti dell’essere umano, anche la malattia è considerata tale, sono determinati da programmi di sopravvivenza iscritti nel nostro cervello.

La malattia ha sempre un’intenzione biologica positiva ed è la soluzione perfetta, pensata dal nostro cervello. È l’ultima possibilità di sopravvivenza.

Diversamente da come avviene nella Medicina Ufficiale in cui si afferma che una causa determinerà una reazione indipendentemente dall’individuo, secondo le 5 Leggi Biologiche avviene il contrario.

La correlazione fondamentale da lui codificata è quella tra psiche, cervello ed organi.

Tale correlazione comunque era già nota alla medicina psicosomatica e alla Psico-Neuro-endocrino-immunologia, ma solo con il Dott. Hamer raggiunge i massimi livelli di scientificità e verificabilità.

È vero però che se l’organismo (tutto il sistema corpo-mente) non ha le risorse per affrontare con successo un processo biologico può non arrivare alla guarigione o morire.

Il dott. Hamer ha scoperto che quel che avviene nel nostro corpo e nella nostra psiche è una risposta sensata ad uno shock che inaspettatamente abbiamo vissuto. Ognuno risponde allo shock come ha sentito: chi lo vive come privazione e chi lo vive come svalutazione personale o altro.

La nostra percezione può determinare la nostra esistenza senza che ce ne rendiamo conto.

La sola realtà che esiste per noi è la nostra percezione.

Le situazioni  e le relazioni della nostra vita potranno dare origine ad uno shock più o meno grave a seconda di come le percepiamo. Inoltre gli eventi attuali entrano in risonanza con il nostro sentire passato e per tale motivo risultano amplificati.

Ed i nostri sintomi ce lo manifestano!

Ognuno avverte l’evento a suo modo e a seconda del valore abbinato ad esso viene avviato un programma speciale che la Natura ha progettato e realizzato in anni di evoluzione.

Ci sono degli avvenimenti della nostra vita che , in modo inconsapevole, la mettono a repentaglio ed è allora che intervengono quei programmi automatici ed inconsci di risposta.

In alcune condizioni critiche importa solo quello che è utile per mantenere in vita l’individuo biologico più che quello razionale.

In altre parole il nostro corpo, intelligentemente, agisce per aiutarci a superare una situazione drammatica ed inaspettata attivando alcune cellule di un organo o di un tessuto particolare con precisione ed intelligenza.

Da quel momento quelle cellule procederanno in un modo nuovo per aiutarci a superare una specifica situazione.

“Ogni cosiddetta malattia è da considerarsi come una parte di un programma biologico sensato della Natura” afferma il Dott. Hamer.

Faccio un esempio:

Una persona sta attraversando la strada e non si accorge che sta arrivando un auto a gran velocità.

Il campanello d’allarme di cui la natura ci ha fornito parte prima che si renda consapevolmente conto di quanto stia accadendo ed impone al corpo di fare ciò che biologicamente è più sensato per tentare di salvarla.

Il Dott. Hamer  afferma che il cancro non è causato da una cellula impazzita, ma da un grave shock che la persona ha subito.

Durante le sue ricerche ha anche intervistato alcuni pazienti nell’ospedale di oncologia e potè verificare che tutti, prima di ammalarsi, avevano subito un grave shock.

“Ogni malattia cancerosa inizia con un grave shock da esperienza conflittuale psichica” (Dott. R.  G. Hamer).

Ha anche scoperto che ogni malattia si sviluppa in due fasi:

  1. La prima è chiamata conflitto attivo durante la quale ci sentiamo mentalmente ed emotivamente stressati. Siamo preoccupati di quanto è accaduto.
  2. Se si risolve il conflitto attivo si entra nella fase di guarigione , durante la quale la psiche, il cervello e l’organo colpito entra nella fase di riparazione i cui sintomi sono: febbre, infiammazione, dolori. Sintomi che la Medicina Tadizionale etichetta come malattie dato che non riconosce le due fasi.
claudia reutuville

Coevi agli studi  del Prof. Hamer, abbiamo detto, ci sono gli studi di  Claudia Rainville. Durante i suoi studi è venuta a conoscenza della Nuova Medicina Germanica che l’ha ulteriormente convinta che era sulla strada giusta.

Essa dice che il nostro corpo è in grado di auto generarsi se ci poniamo in ascolto del significato dell’allarme che ci sta inviando per mezzo della malattia

La Metamedicina va oltre il risvolto fisico e oltre la tradizionale conoscenza medica.

La Metamedicina è l’orecchio in ascolto della sofferenza dell’altro.

Per raggiungere la guarigione totale è indispensabile eliminare la causa vera e propria insieme ai probabili conflitti interiori.

Questo non significa non agire a livello fisico con l’aiuto di terapie e farmaci, ma essere consapevoli che non è il destino a scegliere la sorte dell’essere umano.

Quando stiamo male è necessario provare a comprendere l’origine della malattia per poter raggiungere la guarigione completa anche da disturbi che ci affliggono da molti anni.

Insieme all’eventuale terapia medica tradizionale questo porta, secondo C. Rainville, al successo.

Quando ci ammaliamo, soprattutto se la malattia è rilevante, oggi, la Metamedicina può darci spiegazioni dettagliate sul motivo per cui ci è venuta una malattia piuttosto che un’altra e ci fornisce la chiave per la guarigione ed il cambiamento interiore.

Possiamo essere i protagonisti della nostra vita, capaci di prendere le decisioni che davvero ci influenzano.

Se non c’è consapevolezza non esiste nessuna vera responsabilità.

Nell’approccio medico occidentale abbiamo reso il medico la sola autorità ed il paziente il destinatario della cura.

Le persone sono così private dell’opportunità di diventare veramente responsabili e più impriamo su di noi e meno siamo pazienti passivi.

Il grande errore del nostro tempo nella cura del corpo è che il medico separa la mente dal corpo, quando invece sono interconnessi e non funzionano separamente.

Non si può separare la mente dal corpo” diceva Socrate!

Tutte le esperienze di mancato riconoscimento fanno si che una persona arrivi alla conclusione  di non poter vivere restando sè stessa.

Questo è quasi sempre il senso profondo della malattia!

Il disturbo  è il messaggero delle parti trascurate della persona!

È importante dedicarsi all’analisi interiore proprio per constatare se la realtà che viviamo si è allontanata da ciò che realmente siamo.

Una malattia organica o psichica ad una responsabilità in relazione a ciò che accade in noi.

La crisi provocata dalla malattia ci invita a una vera e propria creazione di noi stessi come anche alla scoperta di risorse impensate.

Considerare ogni crisi provocata dalla malattia un’opportunità per imparare qualcosa che non sapevamo di noi stessi.

Allora non dubitiamo che dei condizionamenti inconsapevoli ci abbiamo portato a sviluppare, per es., il cancro e proprio perché inconsapevoli, non possiamo attribuirci alcuna colpa legata ad essi.

Vedo la malattia come il tempo che mi è concesso per capire  la natura dello squilibrio e partecipare alla mia guarigione.

Già Ippocrate affermava che il tempo avesse a che fare con la guarigione e che il giusto atteggiamento del malato fosse quello di prendersi tempo.

Oggi, viceversa, il medico anche a causa del protocollo a cui deve attenersi, lo porta a non avere tempo, ad intervenire e prendere decisioni velocemente.

Non esiste più l’idea che il corpo, come  la natura, abbia bisogno di tempo per guarire, piuttosto ci si concentra sulla necessità di fare le cose a tempo.

Il male avanza ed occorre tempestività ed efficienza!

Il malato è pressato dal medico che chiede il suo consenso per intervenire quanto prima per il suo bene.

Si pensa che non c’è tempo!

L’impazienza nasce dalla paura e dall’incertezza dell’esito, la pazienza nasce dalla fiducia in cui si costruisce un percorso di guarigione.

Occorre buon senso per saper  individuare il labile confine del giusto tempo in cui aspettare e del momento giusto per intervenire.

Tutto ha bisogno di tempo.

La Natura fa il suo corso se si rispetta il suo tempo. Pensiamo alle 4 stagioni: dovremmo veramente allarmarci ad ogni autunno quando gli alberi perdono le foglie?

Ma questo ci pare naturale ed aspettiamo senza pensarci. Decidiamo di dare il tempo alla natura per riposarsi e rinnovarsi e ci adattiamo.

La stessa infinita saggezza governa noi stessi ed i nostri corpi. La perfezione del corpo umano su cui non siamo abituati né stimolati a soffermarci.

La diamo per scontata.

E allora se capita di sentire un forte dolore o altro la nostra cultura ci porta impauriti ad avere fretta e a cercare qualcuno che prenda provvedimenti.

Esiste un problema e quindi va risolto immediatamente e la vita sembra perdere il proprio equilibrio

Ma questa è una delle tante realtà e se ci dessimo la possibilità di riflettere sulla Natura stessa forse ci aiuterebbe a modificare  la percezione e a riconoscere che ogni cosa esister nell’atto di trasformarsi.

Nulla è statico!

Come la Natura è in movimento, anche la Salute è uno stato dinamico. È impossibile che il corpo sia sempre funzionante allo stesso modo e che se cambia qualcosa vuol dire che si è rotto.

Lavorare a ritroso per trovare la causa originaria della malattia o del problema ovverosia l’evento scatenante.

In genere si tratta di un cambiamento drammatico nell’ambiente, un evento carico di energia che il corpo non è in grado di gestire.

È talmente stressante che costringe il DNA a cambiare creando la malattia.

Perdere qualcuno che si ama all’improvviso, per esempio, provoca delle sensazioni che mettono a soqquadro il corpo, che non ha alcuna familiarità con esse e non sa come affrontarle.

Aiutare la persona a capire e a liberare l’energia imprigionata dell’evento stressante che ha sviluppato la patologia significa curare.

Il corpo si autoripara e lo fa naturalmente.

È importante anche porsi delle domande e non accettare come un dogma ciò che ci dicono i medici.

Sembra anche che il corpo reagisce sia a ciò che il medico ci dice  sia al tono di voce usato per la diagnosi.

Una diagnosi , per esempio, di cancro in fase terminale crea uno stress abnorme nella persona, nella famiglia e in tutta la sua esistenza. Tutto cambia: il suo ambiente e il modo di percepire la vita e di conseguenza tutto l’ambiente che circonda le cellule che induce molti geni a modificare la loro espressione e apre la strada per altre patologie.

Le parole che provengono da un esperto autorevole, così come lo  percepiamo, diventano coltelli affilati che possono uccidere o curare.

Non è importante cosa è accaduto nella propria vita, ma come è vissuta e percepita. Proprio perché noi non vediamo le cose così come sono, in modo oggettivo, ma come noi siamo.

La diagnosi, così come è vista dalla Metamedicina e dalla Nuova Medicina Germanica, è una pura e calorosa pratica umana di ascolto, osservazione, condivisione ed empatia.

E la persona deve divenire attore principale del proprio percorso diagnostico e terapeutico.

Per concludere la Nuova Medicina Germanica del Dott. Hamer , basata con rigore scientifico, sulla precisa connessione tra psiche, organo e cervello e la Metamedicina di C. R. Rainville, basata sull’ascolto profondo, si integrano tra loro. Una ha una visione maschile mentre l’altra ha una visione femminile del perché ci ammaliamo.

Che fare?

La guarigione emergerà dalla tua comprensione delle cose, stimolata anche dai supporti ( come lo psicoterapeuta) che hai scelto. Questa comprensione cambierà la tua  percezione di te stesso. Più la scoperta sarà profonda e trasformatrice più ti porterà a sentirti libero e leggero.

Ricordati che il terapeuta ha il ruolo di accompagnare i tuoi passi e permettere l’accettazione delle rivelazioni psicologiche con i tuoi tempi.

  • Pensare : “Non sono la malattia, ma ho una malattia e la posso curare”.
  • Mettiti in cammino, in movimento alla ricerca di un significato.
  • Dedicati all’introspezione e chiediti:
  • Cosa mi suggerisce ciascun organo quando mi metto in ascolto? Si tratta di lasciar parlare il mio essere profondo per entrare in dialogo con esso. Conversa con i tuoi organi e chiedi loro informazioni sul tuo vero essere.
  • Rimani all’ascolto delle intuizioni e dei sogni che non mancheranno di visitarti.
  • Accetta di staccarti il più rapidamente possibile da ciò che pretendi di essere.

Ricorda che sono tutti aspetti che nocciono al tuo percorso di rinascita!