L’amore nasce dall’incontro di due persone e rappresenta un’occasione di crescita, arricchimento e reciprocità.

Durante la fase dell’innamoramento è assolutamente normale che ci sia un certo grado di fusione, ossessione per il partner e dipendenza affettiva che, con lo stabilizzarsi della relazione ed il passare del tempo, tende a diminuire.

Quando invece, pur passando gli anni, una persona vede il partner come  l’unico scopo della propria esistenza ed il riempimento dei propri vuoti affettivi, l’amore può trasformarsi in una “gabbia” con sbarre fatte di dolore e da cui non si può uscire.

La presenza dell’altro è vissuto come una questione di vita o di morte e, quindi, non più come una libera scelta.

Anzi diventa una vera e propria ossessione per il partner!

 

Senza l’altro abbiamo la percezione di non esistere.

 

L’affetto e l’amore verso una persona assumono le caratteristiche di una dipendenza ed è per questo che si parla di dipendenza affettiva.

Nel rapporto quello che inebria è la lotta: la dipendenza si alimenta del desiderio di essere amati proprio da chi non ci ricambia come vogliamo e cresce in proporzione al rifiuto.

Diciamo che se non ci fosse il rifiuto forse l’amore si spegnerebbe.

Ciò che viene sperimentato come amore diventa una droga.

 

I sintomi, in effetti, sono identici e la persona prova:

  1. Ebrezza quando il partner gli è indispensabile, in quanto non riesce ad ottenere in altro modo la sensazione di piacere che prova quando sta con lui o lei.
  2. Astinenza quando la sua mancanza lo getta in uno stato di allarme. Pensare la propria vita senza l’altro è non è pensabile. L’altro è visto come l’unica fonte di gratificazione e le attività quotidiane sono trascurate. L’unica cosa  che conta è il tempo trascorso con l’altro.
  3. Incapacità a controllare il proprio comportamento e la lucidità  si riduce. Nei momenti  in cui la persona  capisce  cosa sta vivendo se ne vergogna e si sente sconfitto. Tutto ciò genera una ricaduta nella dipendenza affettiva che fa percepire, più di prima, i propri bisogni legati all’altro. Durante questi vissuti la persona prova rabbia e senso di colpa.

Si può generare, inoltre,  una paura ossessiva di perdere la persona amata.

Tale paura  si esprime mostrando gelosia e possessività .

 

Altro fattore da tenere in considerazione è che la dipendenza affettiva  è una dinamica a due.

 

Entrambi i partner mostrano dipendenza affettiva l’uno dall’altro e iniziano una relazione basata sul controllo costante dello stato mentale dell’altro.

Per entrambi  è l’ unica possibilità di mostrare il proprio valore, la propria forza e la propria autostima .

In questa situazione parliamo di co-dipendenza affettiva.

 

Essere co-dipendente significa dipendere da chi a sua volta dipende (cibo, alcool, gioco, droga etc.), cioè la persona è ossessionata dal comportamento del partner.

Di solito  viene vista come una persona forte, sempre dedita agli altri, volta sacrificare la propria vita per i figli, il marito/la moglie e il genitore. Inoltre è molto attenta al comportamento dell’altro  diventando controllante ed invadente  e si appropria di ruoli che non sono suoi, facendosi carico della responsabilità degli altri familiari.

A lungo andare, però, questo comportamento , dapprima gratificante, diventa  pesante e faticoso  per il fatto che nessuno le presta l’attenzione che si aspetta.

Di solito Il o la partner della persona co-dipendente può essere una persona sfuggente, irraggiungibile (per es. sposata) o anche  una persona che  mimetizza la sua dipendenza affettiva con una dipendenza da cibo, droga,  alcool o gioco d’azzardo.

Tutti questi  comportamenti diventano per il co-dipendente una scusante per dedicarsi interamente all’altro bisognoso.

 

Uscire dalla dipendenza affettiva e co-dipendenza, non è impossibile anche se faticoso e doloroso.

 

Essere a conoscenza e consapevoli  di soffrire di questi tipi di dipendenza è il primo passo per aiutarsi a liberarsene.