Gli italiani continuano ad indebitarsi invece di cercare di risolvere definitivamente il problema

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Gli italiani continuano ad indebitarsi invece di cercare di risolvere definitivamente il problema

I dati relativi alle richieste di prestito  degli italiani parlano chiaro: gli italiani continuano ad indebitarsi per fronteggiare (affrontare) diverse spese in base alle necessità personali.

Esaminando i motivi delle richieste (dai dati di una ricerca raccolti da IPSOS) le principali cause di indebitamento sono:

  • La casa (45%)
  • Beni duraturi, es. auto ed elettrodomestici (40%)
  • L’estinzione dei debiti (15%)
  • Bollette (11%)
  • Spese sanitarie (8%).

La crescente tendenza ad indebitarsi ha portato un aumento nel numero delle persone che non riesce a restituire gli importi concessi.

Purtroppo non è affatto insolito ritrovarsi in una situazione di difficoltà economica e far fronte al pagamento delle rate del prestito può diventare irrealizzabile, con tutto lo Stress che ne consegue.

Nel nostro tempo sembra prevalere uno stile di vita più soddisfacente che, unito alle nuove conquiste tecnologiche, ha modificato in profondità il nostro modo di spendere il denaro.

Grazie alla tecnologia lo spendere denaro è diventato più impersonale e, di conseguenza, più semplice. La carta di credito, per es., consente di spendere senza avere una precisa percezione di quello che si sta pagando e si rischia di eccedere nelle spese senza rendersene conto.

Meglio pagare in contanti!

Anche l’abitudine di acquistare a rate rende difficile valutare quello che si spende.

Solo dopo ci si accorge che tutte quelle rate pesano sempre più sul bilancio familiare.

Così passando da una richiesta di finanziamento all’altro si finisce, quasi senza rendersene conto, trascinati in un giro di debiti da cui non si sa come uscire.

La psicologia del debitore

Alcune ricerche in campo psicologico sulla psicologia del debitore hanno evidenziato  come il sovraindebitamento sia un fenomeno  complesso dipendente da fattori sociali, relazionali, economici e psicologici.

La causa principale sembrerebbe essere l’incapacità di amministrare in modo corretto il denaro.

Sempre le ricerche rilevano che la precarietà finanziaria non è improvvisa né dipende da un evento negativo, ma è , più che altro, il frutto di un lungo percorso caratterizzato da spese eccessive e da scelte economiche errate.

In altre parole queste persone hanno vissuto per anni con un tenore di vita al di sopra delle loro possibilità e non sono riuscite ad affrontare per tempo le proprie difficoltà.

Inoltre una delle motivazioni che spingono queste persone a ricorrere all’usura  è il fatto che non riescono a chiedere aiuto ai familiari e agli esperti.

Le persone che spendono in eccesso tendono ad utilizzare il denaro secondo il principio del piacere piuttosto che secondo il principio di realtà.

Il denaro viene usato in modo irrazionale per modificare il proprio stato d’animo e per appagarsi piuttosto che per far fronte a delle effettive necessità.

In particolare chi si sovraindebita manca della capacità di autocontrollo e di pianificazione.

Si spende per tirarsi su dopo una giornata stressante.

È un antidepressivo!

Di solito appartengono a questa categoria coloro che si trovano in una situazione di precarietà lavorativa ed economica che impedisce loro i progetti per il futuro. In questo caso il denaro riveste una funzione antidepressiva e compensatoria rispetto a delle aspettative frustrate, come l’impossibilità di formarsi una famiglia e di mantenersi da soli.

L’impossibilità di investire nel futuro porta  ad uno stile di vita basato unicamente in funzione del momento presente e, così, soldi, appena incassati, vengono subito spesi senza pensare alle spese da effettuare per quel mese.

 Un’altra caratteristica tipica è l’incapacità di distinguere tra bisogni (“devo comprare questo perché mi serve”) e desideri (“Vorrei comprarlo perché mi piace”).

Dimenticare i debiti.

Sono persone che sembrano avere un atteggiamento nebbioso riguardo la propria situazione finanziaria.

In genere non solo non sanno quanto hanno sul conto, ma non sanno neppure valutare quanto serve loro per vivere e quanto spendono quotidianamente. Tendono, pure, a sottostimare l’ammontare del debito se non addirittura a rimuoverlo interamente.

Di fronte ad una situazione economica allarmante i debitori non si attivano per risolvere il problema, ma adottano delle strategie di negazione della problematica (per es. non leggono le email che ricevono, non rispondono al telefono).

Se per queste persone spendere senza pensare è un antidepressivo che sostituisce il farmaco, come si può chiedere loro di sopportare il loro stato depressivo pagando e risolvendo la loro situazione debitoria?

Studiare un piano di rientro anche con l’aiuto di un esperto vuol dire chiedere loro di non curare il proprio stato depressivo.

È vero che si curano in modo sbagliato anche perché è solo nel momento che si sentono meglio. E allora ogni volta che si sentono giù, si tirano su spendendo.

Se pensano ai debiti si sentono depressi!

È indispensabile essere consapevoli che questa non è la cura giusta , solo allora, le persone potrebbero attivarsi per ristabilire la propria situazione finanziaria.