Essere genitori di adolescenti dopo un anno di Covid

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Essere genitori di adolescenti dopo un anno di Covid

Siamo consapevoli che questa pandemia ha coinvolto tutti noi anche se non ha travolto le nostre vite nella stessa maniera. Gli adolescenti, infatti, troppo spesso sono stati tralasciati. Il pensiero sottinteso è che in fondo loro possono stare tranquilli, poiché non hanno perso il lavoro né l’anno scolastico, dato che nessuno verrà bocciato. Quasi nessuno, a livello mediatico, si interessa di loro se non in casi occasionali di cronaca. Solo recentemente, a distanza di 1 anno dall’inizio della pande- mia, emergono grida di allarme dai medici e psichiatri che lavorano nei reparti ospedalieri dove sono ricoverati i ragazzi. Né è un esempio il Primario dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù.

I professionisti denunciano che sono in aumento:

  • • Disturbi di ansia
  • • Insonnia
  • • Autolesionismo
  • • Aggressività
  • • Disturbi alimentari
  • • Fantasie suicidarie
  • • Depressione

Anche i dati di un’indagine IPSOS per SAVE THE CHILDREN rivelano che per il 46% degli adolescenti il 2020 è stato un anno sprecato e che stanchezza, incertezza e preoccupazione sono i principali stati d’animo che ragazzi e ragazze hanno dichiarato di vivere in questo periodo . Guardando il futuro, poi, solo il 26% pensa che tutto tornerà come prima. È bene riflettere che l’adolescenza è la fascia di età tra quelle in maggior sofferenza. L’adolescenza è il passaggio più delicato della vita e non è così semplice da attraversare. Figuriamoci in un momento storico così complesso come la pandemia.

Disorientamento

Nei ragazzi c’è molto disorientamento e, pertanto, di ciò che saranno una volta diventati grandi. Non solo il distanziamento, ma anche le continue oscillazioni tra aperture e chiusure li manda in confusione e tutto viene percepito come una totale perdita di controllo. Si sentono in balia della situazione senza alcun senso di orientamento. Si vive in una totale incertezza ed instabilità.

Tra i fattori di stress sono compresi:

• La paura delle infezioni

• La noia

• L’informazione non proprio adeguata

• La difficoltà a sopportare la frustrazione

• La mancanza di spazio personale in casa

• La mancanza di contatto con gli amici

• Le difficoltà economiche in famiglia.

… e poi c’è la DAD ovvero la didattica a distanza.

La conseguenza principale è quella di aver perso la socialità. Il non vedere i propri compagni, non poterli toccare o essere toccati, sono elementi fondamentali della loro crescita La presenza fisica e l’abbraccio sono altro rispetto ai social e ai video giochi, di cui ne fanno uso oggi più che mai, essendo l’unico mezzo per non sentirsi isolati. Si, è proprio così! In nessuna altra fase della vita il gruppo di coetanei è così fondamentale. E tutto questo avviene tra i banchi di scuola.

L’insieme di tutti questi disagi porta gli adolescenti ad una difficoltà che si rivela determinante per l’evolversi del loro futuro. C’è, inoltre, molta fatica a riprendere le attività. Si tratta di un meccanismo mentale per cui, dopo aver vissuto per lungo tempo lontani dalle pressioni concrete della società, diventa molto difficile rialzarsi in piedi ed uscire. Leggevo proprio in questi giorni della denuncia dell’impennata di segnalazioni di abbandono scolastico alle procure minorili da nord a sud d’Italia. È ripreso l’abbandono scolastico alla primaria che non si vedeva da anni. La didattica a distanza e l’assenza della scuola in presenza ha aumentato a dismisura la dispersione scolastica

Il Cambiamento

Anche da me vengono ragazzi che vivono con terrore ed angoscia il ritorno a scuola. Hanno paura di non riuscire a gestire la normale vita scolastica, gli scherzi dei compagni, i litigi e le prese in giro. Sono bloccati! Non possono essere lasciati soli. E i genitori? Soprattutto loro non possono essere lasciati soli. Come possono gestire le difficoltà dei propri figli se anche loro si trovano in balia di questa situazione che stiamo vivendo? Anche i genitori vivono le loro incertezze ed instabilità. C’è anche da mettere in evidenza che esistono esperienze diverse rispetto all’impatto che l’emergenza covid ha avuto sulle famiglie. Pensiamo a quegli adolescenti che hanno sperimentato direttamente la malattia o la quarantena e a coloro che hanno perso i genitori o i nonni. Per non parlare di genitori che hanno perso il lavoro o hanno dovuto chiudere le proprie attività lavorative. La loro situazione economica è totalmente cambiata e i debiti sono aumentati. Circa la metà delle famiglie italiane hanno visto una riduzione delle proprie risorse economi- che e una grossa percentuale di genitori ha perso il lavoro ampliando il numero di famiglie sotto la soglia di povertà.

La difficoltà economica

La perdita del reddito è causa di un elevato stress psicologico e ha conseguenze immediate e a lungo termine per i membri della famiglia, compresi i bambini ed i ragazzi per il mancato accesso anche ai bisogni primari. I genitori non possono e non riescono a supportarli e, in ansia e preoccupati, chiedono aiuto agli specialisti. Ma le difficoltà economiche aggravano tale situazione. Si sentono costretti ad indebitarsi ulteriormente per aiutarli. Spesso ricevo richieste di aiuto solo per il fatto che il servizio pubblico è carente. “La sto chiamando perché ho chiesto un appuntamento al servizio pubblico, ma non possono prima di ottobre. Ma siamo ad aprile ed io ne ho bisogno adesso!” Comprendere ed affrontare il disagio implica necessariamente la comprensione dei contesti materiali e psicologici che si stanno sperimentando.

Principalmente è il contesto economico della famiglia che influisce sulla cura ed il benessere dei ragazzi, causando disuguaglianze sociali e amplificando il rischio per la salute mentale di oggi e futura. E i ragazzi sono la classe dirigente futura!