Parlare di menopausa oggi è un fatto completamente diverso rispetto a prima

La  menopausa è un evento naturale specifico per la donna e se lo guardiamo dal punto di vista biologico è identico per ognuna.

Se invece la guardiamo dal punto di vista medico, sociale e culturale notiamo che acquista una significato diverso a seconda del periodo storico e della società in cui viene vissuta.

Non solo, ma con l’allungarsi della vita media che da 49 anni degli anni 50 è giunta agli 82 anni di oggi, la menopausa ha acquisito un’importanza senza precedenti.

Soprattutto la rilevanza sociale è considerevole, anzi si può parlare di un simbolo in quanto  rappresenta la fine di un ruolo iniziato migliaia di anni fa: quello di essere e fare la mamma.

La menopausa arriva circa a 50 anni e la donna vive in media ancora 30 anni.

La situazione pertanto è totalmente cambiata!

È comparso un periodo nuovo nella vita della donna, che ancora non è stato completamente capito dalla società in cui viviamo.

Specialmente  nella società occidentale il Climaterio viene visto in forma negativa.

Con la menopausa la donna deve farsi da parte!

Ma come ?

Finisce la fase riproduttiva non la sua vita!

A 50 anni è una donna affermata lavorativamente parlando, economicamente indipendente e attenta al suo corpo.

Di ciò ne è consapevole , ma non riesce a togliersi di dosso lo stereotipo storico della menopausa che continua a vederla come perdita di qualcosa e basta.

E finchè continuerà a definire tale periodo età del declino, non riuscirà a realizzarne appieno le potenzialità.

Insomma finchè la menopausa sarà vissuta come perdita di qualcosa, la donna non guarderà avanti, ma rimarrà attaccata al passato che vive, così, come rimpianto.

C’è necessità di un cambiamento e riconoscimento culturale difficile da realizzare.

Per riuscirci è indispensabile tenere questa fase di passaggio della vita ben distinta da tutte le altre, passate e future.

È importante partire dalla considerazione che la menopausa è un evento fisiologico e naturale.

Oggi invece viene vista come un fenomeno innaturale che porta inevitabilmente a pensare e vivere anche il post menopausa nello stesso modo.

Questo porta a volerla correggere e modificare forzatamente.

Mentre invece l’obiettivo da raggiungere dovrebbe essere il miglioramento della qualità della vita di ogni donna.

Si avverte, pertanto, la necessità da parte della società e della cultura di andare oltre la visione tradizionale della menopausa per poterla reinterpretare in termini positivi e costruttivi.

La donna ora è libera dall’accudire i figli piccoli e dal rischio di gravidanza e può disporre di se stessa in modo più autonomo.

È il tempo di fare i conti con la propria vita interiore e di imparare a gestirla.

Ma le caratteristiche fondamentali di tale periodo ancora sono sotto silenzio e discrezione.

Le donne stesse non amano parlarne è troppo condizionata dai modelli sociali in cui vive.

Si,è vero, un po’ di più se ne parla, ma la voce che si sente di più e che è considerata la più autorevole è quella medica.

Ma come!

La menopausa non è una malattia!

Perché considerarla tale allora?