La depressione è una patologia dell’ umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire, in maniera da lieve a grave, il tono dell’ umore, compromettendo il  funzionamento di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale.

La depressione non è, quindi, un semplice abbassamento dell’ umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi, che alterano, anche in maniera consistente, il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.

Si può parlare di depressione quando il tono dell’ umore perde il suo carattere di flessibilità, si fissa  e non è più influenzabile dalle situazioni esterne favorevoli.

Nelle fasi acute la depressione si manifesta con vissuti di profonda tristezza, disperazione, sgomento, associati alla perdita dello slancio vitale e all’ incapacità di provare gioia e piacere.

Ecco cosa avverte la persona quando si trova in uno stato depressivo:

Un senso di noia continuo: tutto appare irrisolvibile, insormontabile, quello che prima era semplice diventa difficile, tutto è grigio, non è possibile partecipare alla vita sociale , nulla riesce a stimolare il minimo interesse.

Un profondo senso di astenia: trova difficile intraprendere qualsiasi azione, anche la più semplice.

• Il linguaggio non più fluido, disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria.

•  Il rallentamento psicomotorio.

• La nozione del tempo è modificata e il suo scorrere continuo rallenta fino ad arrestarsi: ha la sensazione che la giornata sia interminabili.

L’agitazione psicomotoria.

La riduzione dell’ appetito ed i sintomi gastrointestinali.

I disturbi del sonno.

È da tener presente, inoltre, che tutti i sintomi della depressione sono direttamente dovuti ad uno squilibrio delle sostanze chimiche che regolano il cervello e soprattutto la personalità di un individuo.

Tali squilibri possono essere dovuti ad una combinazione di fattori genetici, ambientali e psicologici.

Se queste sostanze chimiche hanno livelli più bassi o più alti, nella persona si generano comportamenti e prestazioni avventate, tali da danneggiare la vita sociale e lavorativa della persona.

Inoltre, se questi squilibri non tornano alla normalità dopo un breve periodo, allora si cade nella malattia della depressione, dove gli squilibri chimici rimangono nel tempo.

Concludendo: se lo stato depressivo persiste è consigliabile, per non dire necessario, chiedere aiuto e rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa valutarne l’ intensità e riconoscere i possibili fattori che lo hanno scatenato, per poter stabilire un corretto percorso terapeutico.

Potrebbe essere necessario, in alcuni casi e per superare la fase acuta del disagio, associare all’ intervento psicoterapeutico un intervento farmacologico.

 

Grazie alla Dott.ssa Fiammetta Favalli

 

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