Che cos’è un attacco di panico?

L’ attacco di panico è una condizione di intensissima paura, che provoca una forte sofferenza, sopraggiungendo improvvisamente.

Esso dura generalmente alcuni minuti, ma causa all’ individuo un notevole livello di angoscia.

Come reagisce la persona la prima volta?

Chi ne viene colpito la prima volta tende a fraintendere ciò che sta accadendo, perché gli attacchi di panico sono tanto sconvolgenti da indurre un disorientamento psicologico profondo, in chi li subisce.

Il primo attacco di panico generalmente arriva all’ improvviso ed inaspettatamente, per cui la persona prova un enorme paura e, spesso, ricorre al pronto soccorso.

Cosa pensano le persone?

Le persone sono molto preoccupate, solitamente, delle possibili implicazioni degli attacchi e temono di avere un qualche tipo di grave malattia, pericolosa per la vita, non diagnosticata.

Alcune persone temono che gli attacchi di panico siano indice di pazzia o di perdita di controllo degli impulsi emotivi.

Qual è la caratteristica principale?

La caratteristica principale è la ricorrenza inaspettata e la preoccupazione, persistente, che possa manifestarsene un altro.

La persona vive nell’assillo delle possibili conseguenze e soprattutto orienta il suo comportamento in seguito all’attacco, evitando situazioni, luoghi e circostanze in cui teme che possano verificarsene altri.

Perché si parla di evitamento situazionale?

Di fatto le fobie che sviluppano le persone con disturbo da attacchi di panico, non vengono dalla paura di oggetti o eventi reali, ma piuttosto dalla paura di avere un altro attacco.

In alcuni casi, le persone eviteranno certi oggetti o situazioni (evitamento situazionale) per via della loro paura che queste possano far scaturire un altro attacco e subire ancora i sintomi di un attacco di panico.

Invece, non è importante la causa dell’ attacco, ma gli  stimoli (luci, odori, battito accelerato) presenti in quel momento che, se si avvertono in un’ altra situazione, verranno interpretati come precursori di attacchi di panico.

 

Quali sono i sintomi?

Accelerazione cardiaca;

– Palpitazioni;

– Tachicardia;

– Dolore toracico;

– Tensione crescente;

– Sudorazioni;

– Tremori;

– Sensazione di soffocamento;

– Paura di perdere il controllo;

– Paura di morire;

– Paura di impazzire;

Che caratteristiche di personalità hanno le persone che ne soffrono?

Di solito si presentano come persone molto forti, che ostentano sempre grande sicurezza, che non si appoggiano mai agli altri e che pensano di sapere tutto.

Testardi ed ostinati nelle scelte e nelle decisioni, non manifestano mai le loro emozioni e non riconoscono quelle degli altri.

Lavoratori instancabili, sopprimono ogni malessere di tipo psicologico.

Questa tipologia di persona viene vista dall’esterno come persona determinata e propositiva,  con un forte carattere .

Può capitare, però, che una qualunque circostanza imprevedibile vada ad interrompere quell’equilibrio fittizio che si è costruito.

Questo tipo di persona non possiede gli strumenti necessari per un plastico adattamento ad eventi negativi imprevedibili, perché  i suoi processi, cognitivi e comportamentali  sono unilaterali e rigidi.

La conseguenza di tutto ciò è la perdita di controllo  sulle situazioni esterne e una disorganizzazione della struttura psichica interna, che porta ad angoscia, senso di vuoto, panico e smarrimento.

Quali sono le conseguenze degli attacchi di panico se non curati?

La qualità della vita può essere seriamente danneggiata.

I dati della ricerca-studio hanno mostrato che le persone che ne soffrono:

–  possono essere inclini all’ alcol e ad altri abusi di droghe;

–  passano più tempo nelle sale d’ emergenza degli ospedali;

–  passano meno tempo con i loro hobby, sport ed altre attività più appaganti;

–  tendono ad essere finanziariamente ed emotivamente dipendenti da altri;

–  hanno paura di guidare  o di camminare da sole anche per brevi distanze da casa (agorafobia).

Dagli attacchi di panico si può guarire?

Si.

Che cosa è importante fare?

Data  la forte tendenza di questi disagi a diventare cronici, dato l’ alto livello di compromissione del funzionamento sociale e della vita relazionale, data l’ intensa sofferenza soggettiva che provocano nella persona

è importante:

a )  accettare l’ ansia come un fatto fisiologico che non può essere combattuto e gestito;

b )  riconoscere che la buona volontà non basta e che si ha bisogno di un aiuto;

c )  intraprendere un percorso terapeutico che preveda anche l’ integrazione di più interventi che si completino a vicenda.

 

 

  Grazie alla Dott.ssa Fiammetta Favalli per le risposte.

 

 

 

 

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