L’autosabotaggio può essere definito come un meccanismo non consapevole della mente che ti porta a creare ostacoli nel cammino verso i tuoi obiettivi.

Capita molto spesso purtroppo che nonostante il nostro impegno non si ottengano i risultati voluti.

Quante volte hai avuto questa sensazione e ti sei ripetuto “Ho fatto di tutto, ma non c’è proprio soluzione”.

Ti stai autosabotando!

L’autosabotaggio è una strategia che ha l’obiettivo di limitare, rallentare ed evitare il raggiungimento di un risultato personale. È un automatismo che pone un freno alla nostra crescita personale e al raggiungimento degli obiettivi  che ci siamo prefissati, perdendo l’occasione di poter migliorare la qualità della nostra vita.

La mente teme ed evita il cambiamento e tutto quello  che ne consegue,soprattutto quando è insicura e sottoposta a stress elevato.

 

Per aiutarsi  crea delle barriere che fanno sentire a disagio quando si comincia ad esplorare una situazione  che non si conosce, mai provata prima. Disagio rispetto al sentirsi a proprio agio.

La mente, così,  fa di tutto per farci restare ancorati a ciò che comunque conosciamo.

Ecco alcune forme frequenti  di auto sabotaggio:

  • Rimandare
  • Indecisione
  • Perdere tempo
  • Essere sempre accondiscendenti con gli altri
  • Mania di perfezionismo
  • Lamentarsi e avere un atteggiamento da vittima
  • Mantenere relazioni non soddisfacenti
  • Indugiare con il cibo, il fumo, l’acool e gli stupefacenti
  • Abitudini scorrette

Tutte queste modalità servono essenzialmente a scaricare la responsabilità dei propri insuccessi.

Quindi se è vero che una certa rigidità e svogliatezza cognitiva è anche fisiologica bisogna cercare di capire i meccanismi che la mantengono per evitare che si ritorca contro di noi.

Il nostro apparato mentale ci indirizza in automatico a ripetere sempre gli stessi schemi, gli stessi metodi e, di conseguenza, le stesse soluzioni.

Questo ripetere sempre lo stesso è funzionale all’economia mentale e dona anche un non trascurabile senso di sicurezza.

 Ma la nostra mente può fare molto di più!

Siamo noi che dobbiamo educarla e portarla verso altre competenze. Non dobbiamo andare dietro alla mente che agisce in automatico.

Interrompiamo gli automatismi della mente insegnandogli altri pensieri.

È basilare far diventare automatici i nuovi pensieri!

All’inizio è faticoso! Ma dandosi tempo e con pazienza diventeranno automatici.

Così è anche per le azioni.

 

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Facciamo un esempio.

Abbiamo cambiato posto al carica batteria del nostro cellulare, ogni volta che lo dobbiamo mettere sottocarica lo cerchiamo dove stava prima e ci chiediamo dove l’abbiamo messo senza ricordarci che lo abbiamo spostato. Succederà svariate volte prima di ricordarci il nuovo posto, se ogni volta non facciamo mente locale, ma agiamo, appunto in automatico.

 

Prestando attenzione si può costruire lo schema di un altro gesto che, un po’ alla volta, diventerà automatico ed entrerà a far parte del repertorio delle nostre abitudini.

Se perdessimo questa capacità che ci fa essere altro rispetto ai nostri schemi mentali perderemmo, di volta in volta, la capacità di scegliere lo schema più opportuno per adattarci alla realtà e per modificarlo creativamente rispetto alle nostre esigenze.

Siamo normalmente dentro lo schema delle nostre routine, ma possiamo anche uscirne!

Certo non senza investire energie, non senza impegno e una buona dose di fiducia e coraggio.

Ma invece che facciamo?

 

Nel tentativo di risolvere ci sabotiamo imponendoci delle restrizioni non richieste!

 

È come se ci dicessimo: “Non devo né posso uscire dalla zona di confort!”

Come se non fosse lecito per noi uscirne.

Ce lo impediamo da soli.

Così continuiamo a ritrovarci sugli stessi errori fino a confermarci che non c’è soluzione al nostro problema.

È così per la nostra vita in generale!

Sintomi fisici dell’autosabotaggio.

Quando la nostra anima cerca di avvisarci che non c’è equilibrio tra il nostro fare ed il nostro sentire ed il fisico non riesce a trovare più l’armonia di cui necessita per stare in salute,  non potendo parlare, ci avvisa con  sintomi fisici che ci costringono a fermarci:

  • Attacchi di panico
  • Depressione
  • Blocchi muscolari
  • Comportamenti inadeguati.

Imparare ad ascoltare i sintomi, non spostare l’attenzione su di loro preoccupandoci, e comprendere i reali motivi dell’insuccesso per riuscire a vivere in armonia con se stessi  aiuta a ritornare sulla giusta per rimetterci in cammino verso i nostri obiettivi.

E’  meglio prendersi una pausa per capire i nostri reali bisogni e le nostre vere aspirazioni.

Se ignoriamo tutto ciò i sintomi fisici si faranno sempre più insistenti e frequenti.

Attribuire le colpe agli eventi e al destino distoglie lo sguardo da ciò che realmente sentiamo e non porta a capire i veri motivi dell’insuccesso.

Altra forma di autosaboggio! Non sono le circostanze!

Siamo noi a sabotare inconsapevolmente il raggiungimento delle mete prefissatre.

Per qualsiasi azione si voglia intraprendere, la piena fiducia in sé equivale alla consapevolezza delle abilità che sappiamo e possiamo mettere in atto, come anche di quelle capacità sulle quali è necessario ancora un lavoro di approfondimento e di costruzione di efficacia.

La fiducia nella propria persona deve essere un esame oggettivo del nostro carattere e delle capacità così da poterci indirizzare rispetto alle scelte e alle azioni.

Chi ha piena fiducia in sé , consapevolezza reale delle sue capacità e caratteristiche, anche criticato, è stabile sulle sue gambe dall’inizio alla fine di ogni azione.

Avrete capito il principale blocco della nostra autostima è lo stress.

Se prima non pensiamo ad imparare  a gestirlo tutti i nostri tentativi saranno vani!

 

 

 

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