Anoressia Bulimia dati generali
L’anoressia e i
disturbi del comportamento alimentare (DCA) in generale,
rappresentano oggi una vera e propria epidemia sociale in netta
crescita esponenziale. Le due principali patologie, anoressia e
bulimia, rappresentano i due estremi di uno stesso fenomeno nel cui
percorso si trovano varie configurazioni intermedie, con migrazioni
spesso da un sintomo all’altro.
Esula da questa sede
l’addentrarsi nello specifico psichiatrico vanno solo ricordati
alcuni dati epidemiologici quali l’insorgenza tipicamente in età
adolescenziale, la netta prevalenza femminile ( 9:1), il ceto
sociale medio-elevato.
Negli ultimi anni,
tuttavia, si è assistito ad un progressivo aumento di incidenza nel
sesso maschile soprattutto quando l’insorgenza della malattia è
prepubere e, ad una maggior diffusione anche nelle classi
socio-economiche meno elevate.
Tra le malattie
psichiatriche, l’anoressia è quella gravata dal più alto tasso di
mortalità a cui concorrono sia le complicanze organiche dovute al grave
stato di denutrizione, sia l’alto tasso di suicidi.
Per quanto riguarda il
versante endocrino, le alterazioni riguardano praticamente tutti gli
assi funzionali, rappresentano spesso un epifenomeno della malattia e
regrediscono quasi sempre con la guarigione e il recupero ponderale.
L’alterazione più
evidente e rappresentata dall’ipogonadismo ipogonadotropico,( i
livelli di FSH e LH, gli ormoni ipofisari che controllano le gonadi,
regrediscono praticamente a livelli prepuberi) e dalla conseguente
amenorrea(mancanza delle mestruazioni)
L’amenorrea è uno sei
sintomi più evidenti della malattia, tanto da risultare tra i criteri
diagnostici. L’assenza della mestruazioni, in alcuni casi, precede
il calo ponderale e può persistere nonostante il recupero del peso
corporeo.
La normalizzazione del
peso in questo caso,rappresenta quindi una condizione necessaria ma
non sufficiente per la piena correzione dell’asse
ipotalamo-ipofisi-gonadi che sembra necessitare anche di una guarigione
“psichica”.
Negli uomini il
corrispettivo dell’ipogonadismo è rappresentato da scarsa libido e
impotenza
Alterazioni riguardano
anche l’asse ipotalamo ipofisi surrene che risulta attivato, come
in molte altre malattie psichiatriche, (depressione, sindrome da
distress post-traumatico etc…) e che si concretizza in un aumento dei
livelli del cortisolo, l’ormone dello stress.
Alterazione riguardano
inoltre la tiroide ( si attivano meccanismi finalizzati al risparmio
enegetico) l’asse somatotropo (resistenza all’azione del GH, l’ormone
della crescita), la leptina (ormone implicato nel controllo del peso
corporeo)
Alcune di queste
alterazioni rappresentano un epifenomeno della malattia e non
necessitano di terapia sostitutiva. Altre, in particolare l’amenorrea e
l’aumento del cortisolo, contribuiscono insieme alla malnutrizione, alla
grave osteopenia che accompagna le pazienti e andrebbero trattate
per prevenire il rischio di fratture nel lungo termine.
L’ostepenia interessa
il 90% delle pazienti affette da amenorrea che, nel 40% dei casi,
arrivano a manifestare una vera e propria osteoporosi.
La gravità
dell’osteoporosi è in relazione con l’età di insorgenza della malattia e
alla sua durata oltre che da fattori genetici e dall’entità
dell’attività fisica volta.
Da un punto di vista
terapeutico il trattamento estro progestinico comunemente impiegato, non
sembra in grado di prevenire la demineralizzazione. Risultano più
efficaci in questo senso i bifosfonati , comuni farmaci attualmente
usati nel trattamento dell’osteoporosi.
Per la piena
comprensione e gestione di queste patologie, che al pari di altre vanno
ad interessare l’organismo nel suo insieme, è assolutamente necessario
un approccio multidisciplinare